Come ottimizzare il riscaldamento tramite aerotermia grazie a pompe di calore performanti

Una pompa di calore aerotermica installata in una casa ben isolata può ridurre la bolletta del riscaldamento di due o addirittura tre volte. Sul campo, i risultati variano molto da un’abitazione all’altra. Lo studio ADEME/Enertech condotto su 100 case unifamiliari in Francia ha misurato un SCOP reale medio di 2,9, mentre i cataloghi dei produttori mostrano spesso valori nettamente superiori.

Il divario tra promessa e realtà raramente dipende dalla macchina: si gioca nei regolamenti, nel dimensionamento e nella scelta degli emettitori.

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Temperatura di partenza dell’acqua: la regolazione che la maggior parte delle installazioni trascura

Quando si interviene su una PAC aria/acqua che non performa, il primo parametro da verificare è la temperatura di partenza dell’acqua di riscaldamento. Carrier raccomanda di non superare i 50-55 °C. Wolf precisa che una riduzione di 5 °C sulla temperatura di partenza migliora la performance stagionale in modo misurabile.

In pratica, molte installazioni vengono consegnate con una curva di riscaldamento impostata troppo alta, a volte per precauzione, altre volte perché gli emettitori non sono stati adattati. Ci si ritrova con una PAC che funziona a 60 o 65 °C per alimentare vecchi radiatori ad alta temperatura, il che riduce il COP a livelli simili a quelli di un riscaldamento elettrico tradizionale.

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Per ottimizzare il riscaldamento tramite aerotermia, la priorità è abbassare questa temperatura di partenza quanto più possibile consentito dal sistema di emissione. Ciò implica talvolta la sostituzione di alcuni radiatori sottodimensionati o l’aggiunta di un pavimento riscaldante nelle stanze principali. Il guadagno in rendimento compensa ampiamente l’investimento.

La legge dell’acqua, un parametro spesso mal configurato

La legge dell’acqua è la curva che regola automaticamente la temperatura di partenza in base alla temperatura esterna. Un’impostazione troppo conservativa costringe la PAC a riscaldare l’acqua più del necessario in condizioni di clima mite. Correggere questa curva, a volte di pochi gradi, modifica sensibilmente il consumo su un’intera stagione.

Tecnico del riscaldamento che effettua la manutenzione di una pompa di calore in una centrale termica residenziale

Emettitori a bassa temperatura e involucro dell’edificio: ciò che condiziona realmente il rendimento di una PAC

Una pompa di calore performante dipende tanto dall’involucro dell’edificio e dagli emettitori quanto dalla macchina stessa. Diverse fonti di riferimento convergono su questo punto: senza emettitori compatibili a bassa temperatura, la PAC non può funzionare nella sua gamma di rendimento ottimale.

Il pavimento riscaldante è l’emettitore ideale. Funziona con acqua a 30-35 °C, il che mantiene un COP elevato in qualsiasi stagione. I radiatori a bassa temperatura costituiscono una buona alternativa, a condizione che siano correttamente dimensionati per la superficie da riscaldare.

  • Pavimento riscaldante: temperatura di partenza più bassa, miglior rendimento stagionale, inerzia termica che smussa le ripartenze
  • Radiatori a bassa temperatura: compatibili con una PAC se la loro superficie di scambio è sufficiente per la potenza richiesta di ogni stanza
  • Radiatori ad alta temperatura (modelli vecchi): costringono la PAC a salire oltre i 55 °C, il che degrada fortemente il COP
  • Isolamento termico: ridurre le dispersioni dell’edificio diminuisce la potenza necessaria e consente di lavorare a temperature più basse

Prima di cambiare la PAC con un modello più potente, spesso è vantaggioso investire nell’isolamento delle soffitte o nella sostituzione delle finestre. Un involucro performante riduce il fabbisogno di potenza e consente regimi di temperatura più bassi.

Equilibratura idraulica: la causa invisibile delle controprestazioni

L’ADEME sottolinea che tutte le installazioni non raggiungono le loro prestazioni teoriche. Tra le cause identificate sul campo, l’equilibratura idraulica è un fattore spesso sottovalutato sia dagli installatori che dagli utenti.

Un circuito mal equilibrato distribuisce troppo flusso in alcune anse e non abbastanza in altre. Il risultato: stanze surriscaldate, altre fredde, e una PAC che compensa aumentando la sua temperatura di partenza. Il rendimento globale crolla senza che nessuno capisca perché.

Controllare i flussi prima di cercare un guasto materiale

Professionisti del settore insistono ora sul controllo dei flussi, dell’inerzia del sistema e della logica di comando prima di considerare la sostituzione di un componente. Un semplice riequilibrio delle valvole termostatiche o dei raccordi di regolazione può essere sufficiente per ritrovare il COP atteso.

I feedback variano su questo punto a seconda della complessità dell’installazione, ma in una casa con più circuiti (radiatori e pavimento riscaldante mescolati), l’equilibratura idraulica dovrebbe essere sistematica dopo la messa in servizio.

Sistema di riscaldamento a pavimento abbinato a una pompa di calore aerotermica in un soggiorno contemporaneo

Dimensionamento della PAC aerotermica: né troppo, né troppo poco

Un sovradimensionamento è altrettanto penalizzante quanto un sottodimensionamento. Una PAC sovradimensionata esegue cicli brevi, il che usura il compressore e degrada il rendimento. Una PAC sottodimensionata sollecita continuamente la sua resistenza elettrica ausiliaria, il che fa esplodere il consumo.

Il calcolo della potenza deve basarsi su uno studio termico dell’edificio, non su una stima rapida della superficie abitabile. Le dispersioni reali dipendono dall’isolamento, dall’esposizione, dal volume delle stanze e dal clima locale.

  • Studio termico preliminare: unico modo affidabile per determinare la potenza necessaria, tenendo conto dei contributi solari e delle dispersioni reali
  • Scelta del regime di temperatura: una PAC dimensionata per funzionare a 35 °C di partenza avrà un miglior SCOP rispetto a una PAC calibrata per 55 °C
  • Considerazione del clima locale: in zona mediterranea, i fabbisogni di riscaldamento sono molto diversi da un clima continentale, il che modifica il dimensionamento e la redditività

Il SCOP reale medio di 2,9 misurato dallo studio ADEME mostra che un terzo delle installazioni potrebbe essere più performante. Il dimensionamento corretto e le regolazioni accurate contano di più rispetto alla marca o al prezzo della PAC. Un’installazione ben calibrata, con emettitori adeguati e un’equilibratura idraulica curata, rimane il miglior leva per sfruttare l’aerotermia nel lungo termine.

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